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Servizio Civile: bando per la selezione di 47.529 volontari

Torre dei Giovani No Comments

Sono stati pubblicati su www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it i bandi 2017 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, per la selezione di 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale in Italia e all’estero. I ragazzi potranno scegliere tra 1.887 progetti (di cui 94 all’estero) presentati dagli Enti inseriti nell’Albo nazionale e tra 2.907 progetti presentati dagli Enti iscritti negli Albi regionali e delle provincie autonome. Alla selezione potranno partecipare ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni interessati ad un’esperienza di cittadinanza attiva nei settori dell’assistenza, della protezione civile, dell’ambiente, del patrimonio artistico e culturale, dell’ educazione e promozione culturale. Le domande di partecipazione alle selezioni dovranno essere inviate direttamente agli Enti titolari del progetto entro le ore 14.00 del 26 giugno 2017.

LAVORARE OGGI

Aniello Tufano No Comments

Crisi, opportunità, nuove professioni, disoccupazione: bastano quattro semplici concetti per delineare per sommi i capi un quadro condiviso. Stiamo attraversando un periodo in cui il mondo del lavoro è in profonda e continua trasformazione. Sia per i dipendenti sia per i manager, i professionisti e gli imprenditori, i cambiamenti da affrontare sono molto impegnativi anche solo rispetto a venti anni fa. Si parla di crisi quando si fatica a comprendere e a governare le trasformazioni in atto.
Le aziende sono da un lato alla ricerca di talenti e faticano a trovarli.Alcune di loro si affidano a cacciatori di teste e società specializzate nella ricerca e selezione del personale, spendendo spesso migliaia di euro solo per trovare dei candidati in linea con i profili richiesti.
Dal l’altro lato i professionisti, i giovani, i neolaureati e i cosiddetti “lavoratori della conoscenza” faticano a comunicare le proprie capacità e a trovare quella visibilità necessaria per creare un rapporto stabile e rassicurante. Chiunque si trovi nella faticosa condizione di disoccupato deve poi scontrarsi con la condizione di estrema precarietà che contraddistingue il mercato.
In media, quando si trova lavoro, solo due casi su dieci si concludono con un contratto a tempo indeterminato. E’ quanto è emerso dall’indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre del 2012. Nel periodo tra luglio e settembre le assunzioni stabili previste sono state solo il 19.8% su un totale di quasi 159.000.
Durante il Word Business Forum del 2012 tenutosi a novembre a Milano, 3000 manager sono stati intervistati ed è emerso che:
  • l’85% ritiene necessario migliorare le proprie competenze, acquisirne di nuove, essere maggiormente flessibile e capace di reinventarsi in nuovi ruoli;
  • il 95% afferma che il mondo del lavoro è cambiato con le difficoltà economiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni;
  • il 43% riconosce che la propria posizione lavorativa non è più considerata stabile ;
  • l’84% ritiene sia possibile doversi riscoprire come imprenditore.

Ivana Pais, docente di Sociologia economica nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, blogger per “La nuvola del lavoro”  del Corriere.it  e autrice de La rete che lavora. Mestieri e professioni nell’era digitale (Egea 2012) delinea un quadro abbastanza critico: “Il mondo del lavoro è in continuo mutamento: alle grandi fabbriche fordiste si sono sostituite le organizzazioni a rete, alla materialità dei prodotti industriali la leggerezza dei servizi, agli operai della catena di montaggio i lavoratori della conoscenza e della relazione, ai contratti a tempo indeterminato le Partite IVA, alla stabilità del posto la mobilità dei percorsi di lavoro ecc. Le classi e i gruppi sociali hanno lasciato il posto alle reti, l’azione collettiva a quella connettiva, la solidarietà alla collaborazione, la rappresentanza alla rappresentazione.

Al lavoratore contemporaneo è richiesto di essere “agile” oltre che flessibile: deve sapersi muovere tra posti di lavoro, tra organizzazioni, tra sfere sociali  e tra online e offline,gestendo la propria identità professionale e mantenendo la propria reputazione”.
Negli ultimi cinquant’anni siamo diventati il Paese più vecchio del mondo,avendo contemporaneamente la proporzione più alta di anziani e quella più bassa di bambini e ragazzi.
Questo sbilanciamento demografico produce due caratteristiche negative tipiche del nostro mercato del lavoro: ci sono pochi occupati giovani, ma anche pochi ultra-cinquantacinquenni. Entro quindici anni il processo di invecchiamento della popolazione vedrà crescere la percentuale di ultra-sessantacinquenni che lavorano (dati rapporto Ocse 2011). Un numero limitato di giovani lavoratori, quindi, subentrerà a un folto numero di lavoratori anziani.
Intanto, anche se l’occupazione degli ultra-cinquantenni italiani è leggermente cresciuta negli ultimi quattro anni, l’espulsione di molti quarantenni e cinquantenni durante i processi di ristrutturazione aziendale dagli anni Ottanta in avanti, con provvedimenti di pensionamento anticipato ed esuberi, ha spinto l’Italia agli ultimi posti nelle classifiche del lavoro over cinquanta.
Come faranno a trovare spazio in questo scenario i nuovi lavoratori?
I giovani sono schiacciati da un numero enorme di lavoratori più anziani, sempre più in cerca di un ricollocamento professionale  per gli ultimi anni della loro carriera.
Nel febbraio 2012, Forbes ha citato una ricerca che evidenzia come, entro il 2020, metà dei lavoratori americani saranno configurabili  come “lavoratori indipendenti”: più di 70 milioni di persone (“Free Agent” o “Not in a Job”).
La ricerca, analizzando i lavoratori indipendenti attuali definiti i pionieri di questo trend, evidenzia come il 55% di questi abbia scelto volontariamente di lasciare lavoro, l’80% non tornerebbe più in dietro, mentre quasi 30 milioni di lavoratori dipendenti dice di lasciare il lavoro entro due anni.
Anche in azienda si ravvisano forti cambiamenti.
I dipendenti, volenti o nolenti, sono sempre più considerati consulenti freelance, fornitori e prestatori d’opera, anche in modalità remote e di tele-lavoro, all’interno di un’organizzazione flessibile in cui a ciascuno viene delegata l’autonomia e la responsabilità sul proprio progetto.
In tutta questa libertà di azione, le persone, le aziende e i possibili clienti cercano sempre di più di usare la Rete per trovare nuove opportunità, fornitori e potenziali partner.
Secondo un’indagine condotta da Gidp/Hrda, l’associazione dei direttori delle risorse umane, il 71% delle aziende italiane sfrutta Internet per acquisire informazioni sui candidati. Gli strumenti principali sono due: Facebook e Google. Le ricerche sono ancora più utili per i profili manageriali e per i quadri
I dirigenti di Union Square Ventures, un fondo che ha importanti partecipazioni in Twitter, Foursquare e Zynga, sono stati radicali. Cercavano un analista, hanno pubblicato un annuncio online. “Nessun curriculum, grazie. Mandateci qualche link, valuteremo la vostra presenza su Internet.”
Così, la ricerca del candidato perfetto si è sviluppata online, tra post su Facebook e tweet pubblicati, a caccia di intuizioni , scambi di idee e gaffe pericolose. “Per noi un candidato si valuta da quello che ama, dalle sue passioni” hanno spiegato.
Posizionarsi, rendersi visibili, reinventarsi, acquisire competenze, condividerle e crescere insieme agli altri: queste sono alcune delle parole chiave che richiede la nuova era di Internet.
tratto dal libro “Personal Branding – Promuovere se stessi online per creare opportunità” di Luigi Centenaro, Tommaso Sorchiotti e postato nel blog del biotecnologo Aniello Tufano

Povertà educativa: in Europa un adolescente su 5 è escluso dal opportunità formative

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Più di 26 milioni di bambini e ragazzi, in Europa, sono a rischio povertà o esclusione sociale . Una delle conseguenze più gravi di questa condizione è la povertà educativa , che riguarda 1 adolescente europeo su 5, privato della possibilità di costruirsi un futuro ricco di opportunità.

Sono questi i preoccupanti dati emersi dal rapporto di Save the children “Sconfiggere la povertà educativa. Fino all’ultimo bambino”.

Mentre in Italia si discute delle scarse performances scolastiche dei nostri studenti, con la lettera di 600 insegnanti che ne hanno lamentato livelli di insufficienza in lettura e scrittura, non bisognerebbe mai dimenticare quanto le condizioni di povertà vissute dai bambini e dalle loro famiglie possano incidere in maniera determinante sulle opportunità educative e formative dei minori e sul pieno sviluppo delle loro potenzialità future. Spesso questi bambini e ragazzi non hanno la possibilità di fare i compiti in un luogo adeguato, non possono permettersi di fare sport né di svolgere attività culturali, come andare al cinema, al teatro o a una mostra. Il circolo vizioso tra povertà materiale e povertà educativa va dunque necessariamente spezzato prevedendo investimenti di spesa pubblica in maniera importante proprio su famiglie e bambini”, afferma Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Secondo il rapporto, in Italia i bambini e i ragazzi a rischio povertà ed esclusione sociale sono il 32% , una delle percentuali più alte in Europa, al di sopra della media europea del 28%. Islanda (14%), Norvegia (12%) e Repubblica Ceca (20%) si rivelano i paesi più virtuosi, mentre Romania (51%), Bulgaria (45%) e Ungheria (41%) fanno registrare i livelli più elevati.

La povertà educativa rappresenta uno degli aspetti più devastanti della povertà infantile che in Europa colpisce ben 1 adolescente su cinque: i dati PISA mostrano che il 22% dei 15enni in Europa ha scarsi risultati in matematica e il 20% in lettura. In Italia non raggiunge le competenze minime in matematica 1 bambino su 4, 1 su 5 in lettura.

Nel nostro paese, è allarmante anche la media di dispersione scolastica che riguarda il 15% dei minori. Inoltre, la differenza media, in percentuale, del rischio di povertà tra bambini con genitori che possiedono un livello medio-alto di istruzione rispetto a quelli che ne possiedono uno più basso è del 46% in Italia, contro quella europea del 53%.

Per sradicare la povertà materiale, l’esclusione sociale e la povertà educativa, i Paesi europei e le istituzioni dell’UE dovrebbero affrontare la disuguaglianza già presenti durante l’infanzia, eliminando le barriere che impediscono ai bambini lo sviluppo delle proprie competenze e capacità. È urgente, per questo, adottare ed implementare la Child Guarantee a livello europeo, una misura che permetterebbe coordinamento, pianificazione e monitoraggio oltre ad una valutazione di impatto sugli investimenti europei per contrastare la povertà minorile.

Per saperne di più scarica e consulta il rapporto

Bandi per la selezione di oltre 1.200 volontari Servizio Civile Nazionale, Garanzia Giovani e Corpi Civili di Pace

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Sono stati resi noti dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale i seguenti bandi per la selezione di volontari: Bando per la selezione di 106 volontari da impiegare in progetti per i Corpi Civili di Pace in Italia (24 volontari) e all’Estero (82 volontari) istituiti in via sperimentale dall’articolo 1, comma 253, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. La domanda di ammissione e la relativa documentazione va presentata all’Ente che realizza il progetto prescelto entro le ore 14:00 del giorno 10 febbraio 2017

Visualizza il bando

Bando per la selezione di 110 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile nazionale, nell’ambito del programma Garanzia Giovani, da attuarsi in Italia, per la realizzazione di finalità istituzionali individuate dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. La domanda di ammissione e la relativa documentazione va presentata all’Ente che realizza il progetto prescelto entro le ore 14:00 del giorno 10 febbraio 2017. I volontari sarannocosì ripartiti:

71 volontari in 13 progetti, finalizzati alla tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale di musei, archivi e biblioteche, da realizzarsi in uno degli ambiti territoriali individuati dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo;

17 volontari in 2 progetti, mirati ad assicurare una efficace e preventiva difesa del suolo, da realizzarsi in uno degli ambiti territoriali individuati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;

22 volontari in 4 progetti, finalizzati a garantire l’integrazione degli stranieri e a facilitarne il percorso di integrazione, da realizzarsi in uno degli ambiti territoriali individuati dal Ministero

Visualizza il bando

Bando per la selezione di 1050 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia. Le domande di ammissione vanno presentate entro le ore 14:00 del giorno 10 febbraio 2017. I volontari saranno così ripartiti: 1.000 volontarida avviare in 116 progetti autofinanziati dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo 4 volontari da avviare in 1 progetto finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena 20 volontari da avviare in 1 progetto di un Ente della regione Sicilia 20 volontari da avviare in 2 progetti di Enti della regione Puglia 6 volontari da avviare in 1 progetto di un Ente Nazionale

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30 anni di Erasmus

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Dal 2014 ad oggi, 2 milioni di persone hanno avuto l’opportunità di studiare, formarsi e fare volontariato all’estero grazie ad Erasmus, che quest’anno spegne 30 candeline, con i festeggiamenti d’apertura, stasera, all’Odéon Théatre de l’Europe di Parigi. «A trent’anni dalla sua ideazione il Progetto Erasmus resta la più importante storia di successo dell’Europa – afferma Sandro Gozi, sottosegretario con delega agli Affari Europei, oggi a Parigi per la celebrazione − resa possibile grazie al lavoro di un italiano,  divenuta modello internazionale di formazione e lavoro giovanile». Fu infatti Domenico Lenarduzzi, 81 anni, torinese emigrato con il padre minatore in Belgio a lavorare, dalla direzione degli Affari sociali di Bruxelles, all’affermazione del progetto. «Dobbiamo lavorare affinché l’Ue investa maggiori risorse permettendo così a molti più giovani di poter viaggiare all’estero, imparare le lingue, condividere culture e valori differenti. Sì perché l’Erasmus non solo crea ragazzi con una migliore formazione e quindi con maggiori possibilità di trovare lavoro, ma soprattutto giovani europei. Il Progetto Erasmus -conclude Gozi- è il miglior antidoto contro l’Europa dei muri, dei populismi, del terrorismo. Io appartengo a questa generazione, come è appartenuta Valeria Solesin. Entrambi giovani studenti alla Sorbona di Parigi con la stessa voglia di conosce l’Europa e di provare a cambiarla. E’ per lei e per tutti i giovani che verranno che dobbiamo investire nel Programma Erasmus».

La storia dell’Erasmus comincia negli Anni Sessanta, grazie all’insistenza della romana Sofia Corradi, oggi 82enne che racconta: «”L’Erasmus è venuto al mondo, prima ancora che per un’intuizione, per un moto di indignazione per come ero stata trattata dall’Università di Roma, la futura Sapienza. Era il 1959, frequentavo l’ultimo anno di Giurisprudenza e fin lì erano stati tutti trenta e lode. Con tre esami su ventuno da dare, vinsi una borsa di studio, la Fulbright, e andai a New York. Columbia University. Parlavo inglese e riuscii a prendere un master in Diritto comparato: gli americani mi ritenevano post-laureata, non solo laureata. Quando tornai a Roma trovai naturale chiedere il riconoscimento di quella specializzazione. Allo sportello della segreteria studenti l’impiegato cadde dalle nuvole: “Columbia University? Mai sentita nominare”. E quando arrivò il direttore mi riempì di insulti: “Crede che regaliamo una laurea a chi si va a fare una scampagnata negli Stati Uniti? Torni a studiare e veda di essere promossa”. Compresi quel giorno che l’equiparazione dei titoli universitari nel mondo, o perlomeno in Europa, era una cosa da fare». Corradi laureatasi alla fine dei Sessanta iniziò una battaglia lunga 18 anni fatta di promemoria sull’Erasmus del futuro ciclostilati e inviati alle tre figure più importanti degli atenei italiani ed europei. Il 14 maggio 1987 a Bruxelles in Consiglio dei Ministri viene votata la delibera che vara la nascita di un programma di studio all’estero. Il 15 giugno la ratifica e nasceva così l’Erasmus.

Quattro domande sul volontariato

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TdG ti invita a partecipare alla consultazione online del Commissario europeo per la Gioventù Tibor Navracsics. La domanda che è stata posta è: «Come convincere i giovani in Europa a fare esperienze di volontariato?»
Puoi votare sul Portale Europeo per i Giovani le idee che più ti piacciono rispetto a 4 domande:

  • In che modo possiamo motivare più giovani come te a fare volontariato?
  • Qual è il modo migliore di informarti su come fare volontariato nella tua comunità?
  • Cosa dovremmo fare per garantire il riconoscimento adeguato delle tue azioni di volontariato?
  • Cos’altro occorre fare per aiutarti a iniziare a fare volontariato?

Non perdere l’occasione di far sentire la tua voce! Basta un click e hai tempo fino al 31 dicembre per farlo.

I risultati di questo dialogo-confronto saranno tenuti in conto dalla Commissione Europea per dare un apporto alle politiche e alle pratiche riguardanti i giovani sia livello sia europeo che nazionale. Il commissario europeo per la Gioventù e la Commissione europea possono infatti aiutare gli Stati membri a introdurre dei miglioramenti suggerendo nuove politiche, svolgendo ricerche, realizzando progetti e favorendo lo scambio delle buone pratiche tra i diversi Paesi.

Clicca qui per contribuire con la tua opinione!

18app, il bonus di €500 per i giovani

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18app-it_-696x307Avviata l’attivazione dei bonus cultura destinati ai diciotenni tramite 18app, il bonus di 500 euro rivolto a tutti i cittadini italiani nell’anno di compimento del loro diciottesimo anno di età. Online la versione beta del sito www.18app.it, la piattaforma marketplace dove dovranno transitare tutti gli acquisti relativi al bonus stanziato dal governo. Per ora resterà aperta solo la versione beta del portale, attraverso la quale è offerta la possibilità di consultare la vetrina dei prodotti in vendita. Per gli acquisti veri e propri, invece, bisognerà aspettare ottobre. Al sistema sono interessate due categorie di utenti; da un lato gli esercenti e dall’altro i diciottenni che hanno compiuto la maggiore età nel 2016 che, tramite l’identità digitale, potranno effettuare acquisti fino al 31 dicembre 2017. L’applicazione 18app permetterà a tutti gli aventi diritto di effettuare acquisti e gestire i 500 euro di bonus attraverso l’area riservata disponibile, previa registrazione, sul sito. Gli acquisti consentiti riguarderanno tutti i prodotti aventi attinenza con il mondo della cultura e, quindi, dai biglietti del cinema agli eventi culturali, dai libri ai biglietti d’ingresso per mostre, musei, parchi e spettacoli teatrali. Per poter accedere al bonus sarà sufficiente registrarsi al portale dedicato con la propria identità digitale. A quel punto ciascuno degli aventi diritto (ovvero tutti coloro che nel 2016 hanno compiuto 18 anni, ovvero i nati nel 1998) potranno gestire i propri 500 euro di bonus semplicemente attraverso il sito web per quello che si configura come un vero e proprio marketplace.

Scarica l’allegato per maggiori informazioni:

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Bonus giovani di €500 dal 1 settembre

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Il bonus di 500 euro, come ha anticipato il premier Matteo Renzi, sarebbe rivolto a tutti i cittadini italiani nell’anno di compimento del loro diciottesimo anno di età. Quindi, qualora il bonus dovesse partire nel 2016, per il prossimo anno sarebbe garantito a tutti coloro nati nel 1998.

Tale misura servirebbe per avvicinare i giovani alla cultura. Potranno richiedere il bonus cultura tutti i giovani che hanno compiuto 18 anni nel 2016 e sono perciò nati nel 1998. Il bonus può essere richiesto attraverso un’app che dovrà essere scaricata e attraverso la quale si potranno spendere i 500 euro di bonus in libri scolastici, libri, biglietti del cinema e del teatro. Ancora non è totalmente chiaro se l’importo consisterà in voucher o in altre modalità che verranno delineate prossimamente dal Governo. L’app in questione potrà essere scaricabile prossimamente e il tutto ha garantito Renzi in #matteorisponde sarà pronto e avviato dal primo settembre dell’anno corrente.

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GG: aperte le iscrizioni ai corsi di formazione gratuiti

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La Regione Campania ha comunicato l’apertura dei termini per la presentazione di candidature ai corsi di formazione accreditati per l’attuazione del Piano Garanzia Giovani Campania.
Potranno candidarsi per la partecipazione ai corsi tutti i giovani che hanno già aderito aderito al programma.

Il catalogo dei corsi di formazione attivi è consultabile sul portale Garanzia Giovani Campania.
Le candidature potranno essere effettuate tramite il portale direttamente o per mezzo degli operatori dei servizi per il lavoro.
Trascorsi 5 giorni dal raggiungimento del numero massimo di candidature previsto per ciascun corso di formazione, le iscrizioni saranno automaticamente chiuse.

Ogni ente di formazione assume l’obbligo di convocare, entro 5 giorni dalla chiusura delle iscrizioni i giovani candidati da selezionare ed avviare alla frequenza del corso.

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